Il sito della maestra Lia


Mi presento: per tutti mi chiamo Lia, ma per la famiglia e per una cerchia ristrettissima di amici sono Lilla. Visto che siete approdati qui, ora fate parte della mia cerchia di amici. Sono una maestra con la passione per le nuove tecnologie e la condivisione dei materiali. Quindi perché non condividere i miei sul web? Spero vi piacciano e che vi siano utili. Buona navigazione!

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Molti bambini conoscono Einstein.

Il famoso scienziato tedesco Albert Einstein, visse proprio durante il periodo degli stermini razziali. Si racconta che quando qualcuno gli chiedeva: “Di che razza sei?”, lui semplicemente rispondeva: “umana”.

Questa semplice risposta racchiude l'intelligenza di un uomo. L'intelligenza che i nazisti non hanno avuto perchè offuscati dall'avidità e dal bisogno di prevalere su altri popoli, altre culture, altre religioni o, più semplicemente, come dicevano loro, altre “razze”.

L'unica razza che aveva il diritto di essere rispettata e di vivere era la loro, la razza ariana.

Così tutti gli altri, soprattutto Ebrei, venivano presi e portati via dalle loro case, dalle loro famiglie e deportati in luoghi orribili chiamati campi di concentramento. Molti purtroppo, venivano uccisi ancor prima di arrivare al campo. Nessuno veniva risparmiato: donne, uomini, anziani e bambini. Una volta al campo venivano spogliati dei loro abiti per indossare delle divise che assomigliavano a dei pigiami. Ognuno di loro aveva un numero cucito sulla divisa.

L'esercito tedesco, chiamato SS, li costringeva a fare lavori estenuanti e a dormire in stanzoni, tutti ammassati. Non venivano sfamati a sufficienza, così molti morivano di fame.

Questi terribili fatti accaddero tra il 1935 e il 1945: in Germania il dittatore Adolf Hitler aveva emanato delle leggi apposite per discriminare tutti coloro che non facevano parte della razza ariana, soprattutto gli ebrei. In Italia anche il dittatore Benito Mussolini emanò delle leggi razziali. Si era creata una spirale di odio e di distruzione senza fine.

Sono morte milioni di persone. Per far sì che una tragedia del genere non accada più è stato istituito un giorno, per l'esattezza il 27 gennaio di ogni anno, in cui si ricorda lo sterminio degli ebrei chiamato Olocausto o Shoah. Queste terribili uccisioni avvennero perché loro venivano considerati “diversi”. Ogni volta che incontriamo una persona diversa da noi perché magari non segue la nostra religione, perché non ha il nostro colore di pelle, perché possiede una cosa che noi vorremmo possedere, rischiamo di ricreare una catena di odio e distruzione come già è successo in passato.

Di seguito alcune attività per la classe quinta della scuola primaria, già sperimentate nel corso della mia carriera.
       visione del film La vita è bella, di e con Roberto Benigni: il celeberrimo film premio Oscar che ha saputo trattare un tema così controverso con una delicatezza che ben si addice anche ai bambini.
      lettura del libro di Lia Levi “La portinaia Apollonia”: scrittrice di origine ebraica, sfuggita alle persecuzioni razziali. Ha scritto numerosi libri per bambini su questo tema, tutti ugualmente belli. Questo, in particolar modo, è breve ma incisivo.
       "Il diario di Anna Frank”: si può scegliere di leggere l' intero libro, magari programmando la sua lettura nell'arco dell'intero anno scolastico, oppure qualche brano.
      testimonianze di nonni vissuti durante la Seconda Guerra mondiale: invitare qualche nonno o nonna in classe, per farsi raccontare la vita ai tempi della Seconda Guerra mondiale.

Sul sito dell'UCEI (Unione Comunità ebraiche italiane) http://www.ucei.it/giornodellamemoria/ vengono dati degli spunti interessanti per impostare la lezione sul giorno della memoria.

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